La Giunta di Facoltà ha deciso di mettere nuovi tavoli all’esterno di Santa Marta, nonché di riorganizzare e aumentare i tavoli studio nello spazio davanti alla Presidenza. Queste decisioni vanno in una direzione positiva, concorde alle richieste che, come Collettivo, facciamo da anni per aumentare i posti studio nelle sedi universitarie.
Putroppo la strada per una migliore organizzazione degli spazi universitari è ancora lunga e, se a Santa Marta si stanno facendo dei passi avanti, al plesso di Viale Morgagni la situazione resta sempre critica.
I posti studi, soprattutto nel periodo dei corsi con le aule occupate per la didattica, sono scarsissimi, quasi inesistenti se raffrontati alla quantità di studenti che gravitano intorno al Plesso Didattico.
A tutto ciò si aggiunge il problema delle aule da disegno (104 e 105), ormai chiuse quasi da un anno senza che sia stata trovato un accordo tra i docenti e il Polo sulle modalità di apertura, nonostante le nostre proposte che risolvevano i problemi espressi da questi.
Riteniamo indispensabile che la Facoltà e la Dirigenza di Polo si accordino per permettere un ampliamento dei posti studio per gli studenti, ritenendo insostenibile che in un Plesso Didattico vengano sacrificati spazi studio per fare spazio a filiali bancarie o congressi.
Spazi studio: piccoli passi…
In difesa dei beni comuni e dei servizi pubblici
VERSO LA MANIFESTAZIONE DEL 19 MAGGIO
No alla vendita di Ataf:
difendiamo i beni comuni e i servizi pubblici
In un paese nel quale da anni si privatizzano i servizi essenziali, nonostante la volontà popolare si sia espressa chiaramente contro questi processi, anche in occasione dei referendum del giugno scorso, l’azienda dei trasporti di Firenze (ATAF) sarà scorporata e venduta al migliore offerente con il benestare di buona parte del consiglio comunale, sindaco Renzi in primis.
In questi ultimi anni si sono susseguiti tagli alle linee, aumenti dei biglietti e riduzione del servizio (basta guardare il nuovo autobus notturno, Nottetempo, che costa 4 euro), soprattutto per le zone periferiche.
La gestione pubblica delle aziende per il trasporto è da sempre assoggettata alle logiche di mercato: l’istituzione delle SPA (partecipate sia da enti pubblici che privati) ha agito seguendo criteri di mera produttività invece di pensare ad un trasporto pubblico a misura di cittadino. Se pensiamo quindi a come potrà agire un privato che non cerca di migliorare il servizio ai cittadini, ma il cui unico obiettivo è il profitto, appaiono ben chiare le motivazioni del nostro “NO” alla privatizzazione di ATAF.
Questa dinamica di privatizzazione e le conseguenti misure di “razionalizzazione”, che nella pratica si traducono nel licenziamento dei lavoratori “in esubero”, nel taglio delle linee meno proficue e nell’aumento del costo del biglietto, ci porta a ripensare la gestione pubblica dei cosiddetti beni comuni. E’ necessario che le comunità si facciano parte attiva nella tutela e nella gestione di questi beni condivisi: le decisioni in merito non possono essere delegate proprio perché riguardano direttamente il benessere collettivo. La lotta per la difesa dei beni comuni non si limita solo alla gestione pubblica dell’acqua e dei trasporti, ma si estende fino alla sanità, al lavoro, alla cultura, alla tutela dell’ambiente, contro le grandi opere inutili come il Tav, gli inceneritori e le discariche.
Rivendicare un trasporto pubblico e di qualità rientra, per noi studenti, in una più generale lotta per il diritto allo studio. Infatti, la battaglia per un’università pubblica e di massa non può limitarsi alla richiesta di borse di studio o di alloggi, ma deve rivendicare un servizio di trasporti pubblico e gratuito.
Se l’Università di Firenze da una parte stipula un accordo con ATAF per ridurre sensibilmente il costo annuale dell’abbonamento per i suoi dipendenti, dall’altra esclude studenti e lavoratori in appalto (pulizie e portinerie) dal medesimo beneficio. Non saremo noi ad incentivare una guerra fra garantiti e non, ma certamente chiediamo un ampliamento dell’accordo a tutti i soggetti che compongono l’università.
Anche per questo scenderemo in piazza a fianco dei lavoratori di ATAF e del Comitato contro la privatizzazione di ATAF: per ribadire la nostra contrarietà alla svendita del trasporto pubblico locale e per rivendicare un trasporto pubblico e gratuito per tutti e tutte.
Collettivo d’Agraria – Collettivo d’Ingegneria Filo da Torcere – Collettivo di Lettere e Filosofia – Collettivo SMU Studenti Multietnici Uniti – Collettivo di Psicologia Laboratorio 15 – Collettivo di Architettura Ark – Collettivo di Medicina Codice Rosso – Collettivo di Novoli RossoMalPolo – Collettivo di Scienze della Formazione Nosmet – Collettivo di Scienze – Collettivo di Scienze Politiche Col*Pol – Collettivo di Farmacia Farmacoresistenza – Studenti di Sinistra
Acqua Bene Comune – Campagna di Obbedienza Civile
Perché una campagna di obbedienza civile?
Con la vittoria del 2° quesito referendario del 12 giugno 2011 è stata abrogata la norma che prevede la “remunerazione del capitale”, pari al 7% del capitale investito. Il referendum è stato proposto per far valere un principio chiaro: nella gestione dell’acqua non si devono fare profitti. E la risposta dei cittadini (95,8% a favore della cancellazione del profitto) non può lasciare alcun dubbio sull’opinione, praticamente unanime, del popolo italiano.
Quanto incide la “remunerazione” sulle nostre bollette?
Tale cifra, indicata nei piani d’ambito, è calcolata sulla base degli investimenti realizzati e di quelli previsti nell’anno solare di riferimento. Essa incide sulle bollette per una percentuale che oscilla, a seconda del Piano d’Ambito e del Piano degli Investimenti in esso contenuto, fra il 10% e il 25%, variando da un anno all’altro.
Qual è stato l’effetto del referendum sulla “remunerazione”?
L’effetto del voto di giugno è scritto molto chiaramente nella sentenza di ammissibilità del 2° quesito referendario (26/2011), nella quale La Corte costituzionale afferma che “la normativa residua è immediatamente applicabile” e “non presenta elementi di contraddittorietà”. Quindi i gestori avrebbero dovuto, dal 21 luglio 2011, data di abrogazione delle leggi oggetto di referendum, adeguare le tariffe all’esito referendario. Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, tramite i Comitati territoriali locali, ha già inviato a diverse AATO (Autorità di Ambito Territoriale Ottimale) d’Italia e per copia conoscenza ai relativi Sindaci, la diffida ad applicare con tempestività l’esito del referendum abrogativo, eliminando dalla tariffa idrica la quota di remunerazione del capitale investito. Dal 21 luglio a oggi sono passati più di 6 mesi e tutti i gestori del servizio idrico italiano hanno ignorato con pretestuose argomentazioni l’esito referendario.
Ignorano la volontà popolare
Cineforum Santa Marta – 15 marzo 2012
Per cause di forza maggiore il primo appuntamento del cineforum previsto
per questa sera NON SI TERRA’, ma sarà rimandato a GIOVEDI’
29 MARZO.
Ci scusiamo con tutti per l’inconveniente.
Feste di Giovedì e Martedì grasso – Plesso Viale Morgagni
In questo presente storic
o, che avanza nel passato e arretra nel futuro in diritti e socialità, dove l’economia provvede direttamente alla cosa pubblica, un ruolo centrale e funzionale al Potere è giocato delle gerarchie religiose, che alimentano speranze e illusioni per sopire ogni dissenso e sollevazione popolare.
In questo presente storico, in cui i dittatori vengono spodestati da congiunture internazionali, le religioni legittimano agli occhi degli adepti la nuova classe dirigente, con i suoi “sacrifici” sui diritti e sul welfare imposti a tutti…ma soprattutto ai più deboli.
Per ringraziare del sostegno a questo sistema malato, si concedono ed elargiscono all’autorità religiosa un’infinità di prebende e di privilegi. Nel nostro Paese, per esempio, alla Chiesa Cattolica (e sue emanazioni dirette) sono accordati annualmente oltre 6 miliardi di €, poi utilizzati per fare propaganda religiosa, mentre solo una minima parte viene donata ai più bisognosi (esattamente quella parte che vediamo protagonista negli spot televisivi).
E così crescono i fascismi, anche se meno apparenti: è fascismo impedire alla donna di gestire il proprio corpo, impedire al malato di decidere quando smettere una sofferenza, impedire ad una coppia di amarsi e costruire famiglia, i valori “non negoziabili”, e le religioni di stato.
10 Febbraio – Giornata del Ricordo delle vittime delle Foibe
Per opporsi alla presenza in città di covi fascisti, per chiederne la loro immediata chiusura:
Manifestazione
Sabato 4 Febbraio ore 16:00
P.za Dalmazia
Nel 1920 Benito Mussolini affermava: «Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava, non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell’Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 500 italiani»
Nel Marzo 2004 il governo Berlusconi istituisce il “Giorno del Ricordo” e da anni scendono in piazza gruppi neofascisti usando come pretesto la commemorazione delle vittime delle foibe.
O’FAllimento
Durante la Commissione Didattica dello scorso 17 Gennaio il preside della Facoltà di Ingegneria, Stefano Manetti, è intervenuto in merito al tema degli OFA sottolineando i seri problemi che il test di ingresso ha determinato negli ultimi due anni.
La percentuale degli studenti che partecipano al test con esito positivo è infatti diminuita significativamente nel tempo: solo il 20% degli studenti ha superato la prova del settembre scorso (266 studenti), mentre circa 260 studenti sono passati nel successivo test di recupero del mese di dicembre. Il significato immediato di questi dati è il seguente: una larghissima parte degli studenti regolarmente iscritti al primo anno dellla Facoltà di Ingegneria sono vincolati a non poter sostenere gli esami di Analisi e Geometria nell’arco della sessione invernale di esami.
OFA: il test delle assurdità
Nei giorni scorsi si è riunita la prima commissione per la modifica del funzionamento del test d’ingresso. Ora che buona parte della Facoltà è cosciente del fallimento del test OFA speravamo di poter finalmente arrivare a un test che fosse realmente di pura autovalutazione. La prima proposta invece…
- Variazione della soglia della sufficienza: 1/3 del voto medio dell’1% migliore dei risultati del test stesso. Cancellazione del vincolo di superamento di alcune sezioni.
- Corso di recupero in autunno con test di recupero a fine corso prima della sessione invernale. Blocco di TUTTI gli esami in caso di mancato superamento.
- Corso di recupero in primavera con test di recupero a fine corso. In caso di mancato superamento decadimento del debito ma con l’obbligo di sostenere in ORDINE VINCOLATO gli esami (ex. prima Geometria, poi Analisi, poi Chimica, etc…)
Crediamo che sia poco utile collegare il voto di sufficienza con i risultati degli studenti migliori, così come folle è imporre un blocco generalizzato degli esami a studenti iscritti. Purtroppo permane la linea di voler organizzare un test che non consente di valutare realmente le proprie lacune e dare gli strumenti per recuperarle, ma che ha il solo scopo di impedire a studenti regolarmente iscritti di sostenere esami per non sovraccaricare il lavoro dei docenti delle materie di base. Rimaniamo contrari a un sistema che sembra diventare persino più macchinoso e insensato, con l’unico risultato di rallentare le carriere degli studenti.
Civile Edile Ambientale
SUL FUTURO CORSO DI LAUREA UNICO
CIVILE EDILE AMBIENTALE
Viaggio intorno al gusto 2011
Martedì 13 Dicembre torna l’iniziativa storica “Viaggio Intorno al Gusto”.
Il Collettivo d’Ingegneria “Filo da Torcere” vi invita nel viaggio di
degustazioni e divagazioni enogastronomiche presentato da Marco Ghelfi, che
si svolgerà alle ore 17.00 in aula 101 del plesso didattico di Viale
Morgagni.
L’accesso è GRATUITO ed aperto a tutti.

